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DANNO DA LUCIDA AGONIA

  • Immagine del redattore: Studio legale De Biase
    Studio legale De Biase
  • 6 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

Cass. Civ. n. 2366 del 4 febbraio 2026


La Suprema Corte con l'ordinanza del 4 febbraio 2026 è tornata ad occuparsi del cosiddetto danno " da lucida agonia", ossia il pregiudizio patito dalla vittima che, prima di morire, vive con piena consapevolezza l'avvicinarsi della propria fine.

Secondo la Corte, tale danno è autonomamente

risarcibile e va valutato soprattutto in relazione all’intensità della sofferenza psichica subita dalla vittima. Non è necessario che tra la lesione e il decesso intercorra un apprezzabile intervallo di tempo: anche un periodo molto breve può integrare questa forma di danno, qualora la persona abbia avuto coscienza dell’imminente morte.


Proprio per la sua natura eccezionale, la liquidazione del danno da lucida agonia deve avvenire attraverso un criterio di equità, che tenga conto dell’estrema gravità della sofferenza provata. La durata della consapevolezza della vittima non incide sulla configurabilità del danno, ma rileva soltanto ai fini della determinazione dell’entità del risarcimento.

 
 
 

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